| un blog che si morde la coda |
|
lunedì, agosto 10, 2009 Leoblog is ready to the baltic tour
(Coming soooooon) postato da leoblog |
17:43 | commenti (2)
mercoledì, marzo 25, 2009 Uno, qualcuno e cinquantamila Sembra ieri. E invece era esattamente 5 anni fa. O quasi. 5 anni di Leoblog, 5 anni di cazzi miei, cazzi grandi e piccoli, cazzi felici e cazzi barzotti. E cazzi nel culo, anche. 5 anni e 50mila contatti. Circa. Diciamo pure che 10mila li ho fatti io. Passando e ripassando. Diciamolo. Diciamo pure che altri 10mila qui ce li ha portati gugol. Magari hanno digitato, chessò, "Topa Libre con ghiaccio", o "trombavecchine", o "donne con 4 poppe", e ovviamente sono finiti qua. Ecco, ne rimangono 30mila. E voi siete 10, una più, uno meno. Ecco, vergognatevi. No, volevo dirvelo.
postato da leoblog |
13:11 | commenti (18)
mercoledì, marzo 11, 2009 Chiamate il 113, quest'uomo ha subito una rapina a mano armata
postato da leoblog |
23:29 | commenti (7)
lunedì, febbraio 23, 2009 Lo strano caso di Benjamin Button Che poi sarebbero due, gli strani casi. Le 13 nominations agli oscar e il fatto che un polpettone di 3 ore sia stato tratto da un libricino di circa 80 pagine.
postato da leoblog |
20:07 | commenti (16)
sabato, febbraio 21, 2009 Pulp Session/considerazioni&giuramenti al termine di una FOTTUTA settimana di lavoro L’intransigenza fa l’uomo gay. Che era Luca, ma adesso sta con lei. Ma anche no. Leo, specie con se stesso, è intransigente fino al midollo. Ma sarebbe il caso di dire fino a “down street”, trafficatissima di questi tempi. A fior di metafora, Leo è uno di quelli che sul lavoro lo prende nel culo continuamente. E non se ne abbia Grillini se non l’hanno invitato. Leo è responsabile, puntuale ed estremamente coscienzioso, e tiene duro, consapevole che basterebbe un “assaggio” di tolleranza, un morso alla “condiscendenza”, e non sarebbe più in grado di tornare indietro. Ma gli sta bene, si fa fottere con orgoglio, dal mondo intero. Perché una pecora fiera in fondo in fondo somiglia ad un’ariete. Ecco, da oggi dal mondo intero vanno sottratte due o tre persone con cui lavora. Da loro, l’ha giurato su Povia, non si farà fottere mai più. postato da leoblog |
18:45 | commenti (5)
martedì, febbraio 17, 2009 Trappole semantiche Mio nonno si è rotto il naso. Ha anche due occhi cerchiati di nero e un taglio sulla testa. Non l'hanno picchiato, è caduto. A 94 anni ha fatto 3 km a piedi per andare dal dentista, e poi, dopo essere stato 2 ore sotto i ferri, è tornato a casa. E sulla strada ha avuto un'inevitabile mancamento. Mia madre gli ha chiesto se fosse impazzito, lui ha risposto di no. Che è stato "presuntuoso". Che suona un pò sbruffone, ma decisamente meglio. Come "fatalista" anzichè "pigro", come "prudente" anzichè "codardo". Effettivamente mi sento parecchio meglio anche io. Ho come il presentimento però che se il suo bluff non riusciremo mai a sgamarlo, i miei potrebbero saltare quando alla fine dei giochi andrò a tirare le somme. Perchè se con gli aggettivi si può anche giocare, tra sfumature ed interpretazioni, sarà invece impossibile mascherare i rimpianti da rimorsi, e viceversa. O anche solo scegliere con quali sia meglio convivere. A meno che non si riesca a diventare presuntuosi sul serio. postato da leoblog |
18:08 | commenti (11)
martedì, gennaio 20, 2009 La mattina ha il fiele in bocca... Che ci sono certe mattine in cui vorresti fosse già sera. Che ti alzi che è ancora buio, fai a botte con l'acqua gelata e vai a prendere la macchina dal meccanico con la consapevolezza che il portafogli ti farà male per una settimana. E anche il culo. Che poi devi far presto, che hai appuntamento dall'avvocato per un tentativo disperato di recupero crediti. 18 mesi di lavoro non pagato, dicesi "ritardo fisiologico". Che sei talmente incazzato che non riesci a sorridere nemmeno alla barista che ti disegna un cuoricino sulla schiuma del cappuccino. Ecco, quelle mattine. Poi entri in macchina, accendi la radio e ti arriva il pensiero del giorno, neanche avessi scartato un gigantesco "vaffanculo" perugina. "I soldi non sono tutto nella vita". Ora, caro Ricardo Izecson dos Santos Leite detto Kakà, io ho sempre pensato che tu, nomen-omen, fossi uno stronzo in progress. Ti ho sempre schifato come uomo e come umanità, tu, il Milan, il pallone d'oro, gli atletas de cristo e quel sorriso ebete che hai sempre disegnato sul volto. Tu, i Ringo, il tuo completo di Armani e il tuo contratto di 52 milioni di Euro che scadrà nel giugno 2013. No, volevo solo dirtelo.
postato da leoblog |
16:52 | commenti (16)
martedì, gennaio 13, 2009 Noi casi umani Che quando ti chiedono: "come va?" non puoi rispondere "boh". Io l'ho fatto, senza pensare, e questo toglie anche alla risposta quel nonsochè di bello&tenebroso e la rende invece roba da casi umani. Già. Ero su feisbuc e mi ha contattato una che non vedo dal 5' liceo. 14 anni più o meno. Lei nel frattempo si è sposata, trasferita nel profondissimo nord, e ha una bimba di 6 anni. Io no. In 3 secondi rompe il ghiaccio (in 10 le palle), e parte l'analisi. Diagnosi: "devo essere più egoista, perchè è sempre meglio avere rimorsi che rimpianti. Ma comunque non devo illudermi che la gente non cambia". Se fossi stato un genio, o delledueluna, avrei chiesto anche la ricetta per il lexotan, ma non sono ne l'uno, ne l'altra, ne l'altra ancora. Sono un caso umano, invece. Come quelli che vincono sistematicamente i reality show. Al Grande Fratello quest'anno ne hanno accatastati diversi: c'è un cieco (già, cieco, non diversamente abile, grande Foffy) che per farlo sentire uguale agli altri lo faranno entrare la settimana prossima, c'è una ragazza del quartiere Zen di Palermo già candidata alla beatificazione, c'è un 37enne cui un fulmine ha paralizzato buona parte del lobo occipitale, un montenegrino di etnia rom arrivato in Italia col gommone per scappare alle botte del padre ubriacone (diversamente zingaro?) e una gnocca che il giorno del suo 18' compleanno ha fatto trasformare la sua quarta misura in una sesta abbondante (diversamente popputa?). Cazzo, mentre pensavo che ci mancava giusto la donna barbuta (mi dicono dalla regia che ce n'erano un paio a X factor su raidue, ma questo è un altro discorso) ecco che si collegano con la casa del Grande Hermano, in Spagna, e viene fuori che quelli di TeleCinco c'hanno pure la nana (diversamente alta?). Con minigonna e tacchi a spillo giallo canarino. E balla il flamenco. Sti cazzi di spagnoli, sempre un passo avanti.
Nella foto tre concorrenti del Grande Fratello 9: Cristina, Pina e Gina postato da leoblog |
09:58 | commenti (33)
venerdì, dicembre 26, 2008 Che anche questo Natale, ce lo semo levato dalle palle... Che a Natale sono tutti più buoni tranne le vongole che mio nonno affoga nella salsa rossa. Che se mia zia avesse veramente il diabete l'avremmo già seppellita da decenni vista la quantità di dolci che ruba e mangia di nascosto o trafuga dicendo: "me lo conservo per domani". Che tra un pò dovrò vestirmi io da Babbo Natale e bussare alla porta a mezzanotte per far felici zii e nonni. Che siamo talmente buoni a Natale che mia zia ha invitato a pranzo la vecchia vicina spaccacoglioni che altrimenti eravamo 13 a tavola. Che se poi quando mi tocca aprire il tuo regalo mi dici: "scusa, non ti ho mai fatto un regalo più brutto" allora che cazzo me l'hai fatto a fare. E soprattutto, faceva cagare anche quello dell'anno scorso. Sappilo. Che mio zio prete sta ancora a dirmi di trovare la "luce", invece la nonna vuole dei pro-nipotini: che vabbè che è Natale, ma chi sono io? Babbonataleperdavvero? Che sul menù del 25 c'è scritto "la catena alimentare". Che non ho capito se la semi-parente trasversale qui davanti ha detto che vuole "due fili" di pasta o "due chili". Che è stata davvero una cattiveria regalare il telefonino a mia nonna quasinovantenne. Che lei però ha ricambiato perchè mi sta ricamando il corredo! Che il messaggino di auguri più originale che ho ricevuto era per un certo Aldo. -in continuo aggiornamento. (il fungo atomico) postato da leoblog |
09:24 | commenti (18)
martedì, dicembre 23, 2008 "Pare mill'anne che pass' stu Natale" (vecchio saggio partenopeo) Volato. L'ultimo mese è passato così velocemente che faccio in tempo giusto a farne un riassunto. Ho doppiato la boa dei 32 anni, ho iniziato un nuovo lavoro (e i conti già non tornano) e ho scoperto che sulla scatola dei mie boxer c'è scritto 2-pack. E direi che c'è da andarne fieri. Volato via veloce come il vento, dicevamo, e speriamo che il vento non si fermi proprio adesso. Il mio Natale lo voglio vivere con il tasto fast-forward pigiato. Poi volendo mi rivedo la registrazione, oppure mi rivedo i vostri, che è meglio.
postato da leoblog |
08:33 | commenti (11)
|